vaso Gonfienti via etrusca Gianfranco Bracci
3 giorni in bici - 6 giorni a piedi - 1 in canoa
per traversare l'Italia e scoprire gli angoli più veri a "bassa velocità" in modo dolce e naturale, seguendo i passi dei nostri avi
link
via etrusca
viaggio: le tappe e il calendario
eventi
spedizione
team scientifico
diario fotografico
edicola libreria
link
ambiente


Cenni storici di una strada etrusca

Nel 1976 il Professor Nereo Alfieri di Bologna trovò la memoria di una strada romana nelle leggende e nel nome di un antico itinerario detto popolarmente via Flamenga o Fiamminga che a levante del Passo della faticosa conduceva all’antica Claterna verso Imola, sulla via Emilia. Risalendo il Santerno la mulattiera valicava lo spartiacque al passo dell’Osteria Bruciata, per le leggende percorso da Annibale, in uso fino al Medio Evo, vicino al Giogo di Scarperia.
Nel 1984 il Professor Giovanni Uggeri trovò tracce di una via romana dal Mugello a Castrum Ligari (oggi Legri) e a Calenzano, dove la Tavola peutingeriana indicava la Mansio ad Solaria sulla via Cassia. Alla luce del ritrovamento della città etrusca di Gonfienti, ad Solaria dovrebbe corrispondere con Gonfienti stessa.
Questa antica viabilità poteva essere il tratto meridionale della Flaminia minor. Da qua si raggiungevano la Via d’acqua dell’Arno che conduceva a Pisa (1*) e quella di terra (successivamente via Maremmana) che conduceva a Volterra. Certamente, in questo caso, questa viabilità ricalcava l’antico tracciato etrusco che collegava Spina a Pisa passando per Claterna, Monterenzio, la Raticosa, l’Osteria Bruciata, S. Agata, San Piero a Sieve, Legri, Calenzano, Gonfienti e Signa (Gonfolina, scalo fluviale dell’Arno).
Fino a pochissimo tempo fa si pensava che gli etruschi non fossero stati in possesso di un’evoluta tecnica costruttiva delle loro strade. Ciò era attribuito al fatto che non ci fossero particolari interessi di contatto fra le loro varie città. Si credeva che ciò dipendesse dal sistema politico, tipico di una civiltà policentrica. Le Vie Cave (o Cavoni) non è certo se fossero gli inizi di una viabilità per risalire ai pianori oppure le strade che conducevano alle necropoli, anche se niente vieta che le due cose possano coincidere. Per le necropoli queste strade potevano essere una sorta di grande dromos per l’accesso al cimitero.
Al di fuori delle vie cave c’era ben poco di riconducibile agli etruschi e di visibile ancora oggi. Risulta certo che questo popolo avesse comunque “mappato” il proprio territorio con una rete viaria. Ai tirreni era sufficiente un tracciato che permettesse il collegamento tra le diverse Lucumonie, senza (si pensava) particolari dotazioni. Di contro alcuni storici greci scrivevano che gli stessi avevano collegato le città-porto di Pisa, sul Tirreno, e Spina, sull’Adriatico, tramite una viabilità tale da permettere ad un cavaliere di impiegare solo 3 giorni da un mare all’altro. Ma questo sembrava appartenere alla fantasia di quegli storici.

Nereo Liverani


Se amate il casino, ma non volete rischiare di perdere tutto, perche' non provate il casino gratis? E' un modo eccellente di fare pratica e costo zero!

via etrusca
I media che ci seguono:
 Archelogia Viva
Rivista della montagna
la repubblica
http://www.viaggiatori.com/
Sponsor:
logo ferrino
5 valli
Enti  Associazioni:
ASI (Associazione Sentiero Italia)
Avventurainfinita
Camars
iscriviti
visita il sito